Menù della Cena Medievale 2013

24 Luglio 2013

E’ deciso il menù della Cena Medievale 2013:

Apertura
Abundantia de fructis

Mensa prima
Caseus cum mellis et panem cum
ciceri et lardo et olive

Mensa secunda
De la Fromentiera

Mensa tertia
Porcus a lo vinum rubrum

Mensa quarta
De le pere

Mensa quinta
Gallinaceus de Namibia a schibeci

Mensa sexta
Nucato
Dulcis de conubium
Pani in Pepato

Vinum dulcis

Cum li piatti: Vinum rubrum et aqua bona de Olivetum

 

Per prenotare ecco QUI tutte le informazioni!

 

2 Commenti

  1. Giacomo

    E’ possibile avere una traduzione?

    Rispondi
    • simona

      Apertura.
      Alla maniera medievale ci si apre lo stomaco con abbondante frutta fresca di stagione.

      Mensa prima
      Il vero antipasto, composto da piccoli assaggi di formaggi con miele, pane e lardo, panem et ciceri e olive .

      Mensa secunda
      Il primo piatto di quest’anno è la celeberrima fromentiera, ricetta tratta dall’Anonimo Toscano, che compariva nei menù speso affiancata a piatti di cacciagione. Si tratta di una minestra a base di grano mondato cotto in un ricco brodo e arricchita con formaggi, latte e lardo.

      Mensa Tertia
      La terza portata, la prima dei secondi piatti, è il Porcus a lo vinum rubrum.
      E’ questa una ricetta presente sulle tavole toscane ma analoghe preparazioni si ritrovano in ricettari inglesi ad esemplificare che l’utilizzo di spezie abbinate alle carni era assai usanza diffusa.
      Il lombo è cotto lungamente in una marinata di vino rosso con coraindolo e cumino finemente macinati, grani di pepe e aglio in pezzi.

      Mensa quarta
      Quale contorno al lombo di maiale sono abbianate delle pere che ben si sposano col fondo di cottura delle carni.

      Mensa quinta
      La quinta portata è la riproduzione di una ricetta contenuta nel “Frammento di un libro di cucina del XIV secolo” è un piatto che frequentemente arricchiva le tavole toscane dei primi del ’300.
      L’utilizzo del termine a schibeci è controverso: secondo alcuni indica il taglio a schimbescio della carne, per altri è da riferirsi alla sua preparazione, assimilabile al moderno ’scapece’. L’introduzione dello scapece in Italia, riferito al processo di marinatura nell’aceto abbinato a carni, pesce e verdure, ha presumibilmente origini arabeggianti (escabetx) e sarebbe giunto in Italia per mano dei liguri (scabeciu) attraverso contaminazioni catalane (escabece), per poi diffondersi in tutta la cucina italiana con particolare successo nella cucina del sud. Il piatto proposto questa sera prevede l’utilizzo del Gallinaceus de Numibia, l’esotica faraona dalla carni magre e saporite.

      Menza sexta
      Ed eccoci finalmente ai dolci, piatto non comune sulle tavole medievali, preparati solo per i grandi banchetti in onore di ospiti illustri. Allietano la tavola di questa sera il Nucato, lontano parente del moderno croccante; il Dulcis de Conubium, simbolo beneaugurante utilizzato per auspicare fortuna e buona salute in occasione del martedì grasso. Era un dolce così apprezzato che le piastre per la sua cottura erano spesso donate in dote alle spose. Per finire sarà servito il Pani in Pepati, antenato del panforte senese, accompagnato da vino speziato.

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